Rocco Brindisi, un archivio

Alla morte di Rocco Brindisi, la moglie, Sofia Buonamici, decide di ritornare in Italia, nella sua città natale, portando con se le ceneri del marito e tutti i documenti, lettere e scritti che gli appartenevano. Li custodisce, per tutta la vita, nella sua casa fiorentina, con il grande desiderio di trasformare le carte di Rocco in viva testimonianza dell’attività, dell’opera e del pensiero che l’hanno animato ed appassionato; di non lasciar cadere nell’oblio la figura di un uomo che ha lottato per la difesa della colonia degli emigranti italiani, di cui egli si sentiva parte integrante, contro i falsi pregiudizi di una certa classe sociale americana; di testimoniare l’impegno profuso per l’affermazione della cultura italiana, che non è solo lingua, arte, storia ma anche estro, genialità, modo di vivere; battaglie ed oneri che egli ha combattuto e portato avanti a suon di discorsi e con una condotta morale esemplare tanto da meritare la stima dell’intera opinione pubblica americana.
Sofia forse non sa o forse non trova il modo per fare tutto questo; torna in Italia in un periodo delicato della storia della nazione, quando cioè si sta per aprire lo scenario apocalittico della seconda guerra mondiale, ma il suo desiderio di mantenere vivo il ricordo di Rocco è troppo grande e allora ne parla con chi ogni giorno le sta affianco aiutandola nella vita quotidiana. L’unico affascinato uditore è il figlio della donna di servizio che ascolta incantato e meravigliato i racconti di Sofia, quasi fossero favole che parlano della sua vita, della sua famiglia di artisti e, soprattutto, parlano di Rocco.
Gli anni passano, la morte sopraggiunge e le carte di Rocco, con tutti i ricordi di Sofia, restano in eredità a Dino Basilissi, il solo attento ascoltatore dei racconti della donna.

Il 4 novembre 1966, solo tre anni dopo la morte di Sofia, Firenze è colpita dall’alluvione e gli scritti di Rocco subiscono la furia distruttrice dell’acqua e del fango. Dino, per l’affetto, quasi filiale, che nutre per Sofia, mette in salvo tutto ciò che è possibile recuperare, ricoverando i pochi documenti scampati alla distruzione, nella camera dei lieviti di un amico panettiere, allo scopo di farli asciugare.
Una volta riportati a casa, Dino inizia a sfogliarli a leggerli, a ricordare le “storie” che Sofia gli raccontava e così, un giorno, si trova tra le mani la lettera di Sacco e Vanzetti ed è forse quello il momento in cui decide di realizzare il sogno di Sofia. Vuole scoprire chi è “Rocco Brindisi”, da dove viene, quali le sue origini, di cosa si è occupato, quali i suoi interessi, dove e come ha vissuto; cerca di capire cosa avesse di speciale quell’uomo che ha fatto innamorare perdutamente una donna di vent’anni più giovane di lui, abituata a circondarsi di artisti e a frequentare i salotti aristocratici. Durante la sua ricerca, Dino, entra in contatto con Maria Brindisi, discendente di Rocco; visita Trivigno; cerca i modi per concretizzare il desiderio di Sofia, quasi fosse un debito, una promessa mai espressa alla donna che, negli anni della sua fanciullezza, gli ha svelato un mondo diverso dal suo, fatto di artisti, salotti, etichetta ed eleganza, quella stessa donna che in eredità gli ha lasciato l’onere ed il privilegio di custodire la sua memoria e quella di Rocco.

La rivelazione dell’esistenza, a Firenze, delle carte di Rocco Brindisi, ha destato interesse da parte dell’Amministrazione comunale di Trivigno desiderosa di far scoprire e divulgare il personaggio “Rocco Brindisi” e lo sforzo, da lui profuso, per l’affermazione dei diritti degli emigrati italiani negli Stati Uniti d’America. L’impegno alla realizzazione di tale obiettivo è stato assunto dal GAL Basento Camastra che, su proposta del Comune di Trivigno e all’interno del Piano di Sviluppo Locale 2007/2013, ha finanziato il progetto “Appunti di viaggio”, che ha come partner la Commissione del Lucani nel Mondo, organismo facente capo alla Regione Basilicata e come soggetto attuatore il Comune di Trivigno. L’obiettivo finale del progetto è la valorizzazione integrata, attraverso percorsi di sviluppo nel settore del turismo sostenibile, delle risorse ambientali e storico-culturali di un determinato territorio compreso nella zona interna della Basilicata, delimitato dai fiumi Basento e Camastra.
La porzione del progetto dedicata al vice-console di Trivigno è articolata in diverse azioni:
ordinamento, l’inventariazione e la digitalizzazione, di alta qualità, dei documenti di Rocco Brindisi, da inserire all’interno di pagine Web, sia del GAL Basento Camastra, del Comune di Trivigno e del Ministero dei Beni culturali;
predisposizione di pagine informatizzate dedicate ai documenti dell’archivio;
raccolta di video-interviste ai discendenti ed ai detentori dell’archivio, di ricordi di eventi e personaggi connessi alle vicende dell’archivio e dei suoi protagonisti da inserire come contenuti multimediali alla fruizione dell’archivio;
pubblicazione di una monografia;
preparazione di pannelli espositivi dedicati e tematici da installare presso il Museo dell’Emigrazione sito sempre nell’area del GAL Basento Camastra, presso il Castello di Lagopesole, nonché presso degli spazi indicati dal Comune di Trivigno.

Nell’estate del 2015 il Comune di Trivigno ha affidato alla società IANUS s.r.l. l’esecuzione dei lavori sull’Archivio Brindisi, oggi di proprietà di Dino Basilissi.
All’avvio dell’attività, i documenti si presentavano sistemati, senza un preciso ordine, in tre cartelle e in due album. Oggi, dopo un attento studio, gli atti sono stati ordinati per tipologia e per data. Di ognuno di esso è stata realizzata la schedatura analitica, in conformità a quanto previsto dagli standard internazionali di descrizione archivistica e quindi la copia digitale di alta qualità. La realizzazione di copie digitali risponde all’esigenza di velocizzare e semplificare l’accesso e la divulgazione degli atti e, nel contempo, alla necessità di salvaguardare gli originali dai rischi causati da una frequente consultazione.
Alla luce del lavoro eseguito sul fondo archivistico, appare evidente che ciò che oggi si conserva, è un archivio parziale e lacunoso, costituito da 156 fascicoli compresi in un arco temporale cha va dal 1869 al 1963, di cui 130 scritture riferibili a Rocco Brindisi ed un piccolo nucleo di 26 documenti eterogenei e discontinui, relativi a Sofia Buonamici.
Le carte sono state organizzate in sei serie archivistiche: Discorsi, Lettere, Attestati e diplomi, Fotografie, Giornali, Carte di Sofia.
A conclusione dei lavori si può ben affermare che, nonostante si conservino pochi documenti di Rocco Brindisi, essi sono sufficienti a illustrare le sue qualità professionali ed intellettuali, a descrivere un uomo dallo spiccato senso civico e morale, ben lontano dall’immagine stereotipata dell’emigrante analfabeta, costretto a lasciare i suoi affetti e la sua patria per le gravi condizioni di miseria e per la mancanza assoluta di prospettive future. Le sue carte compongono un mosaico di piccole e grandi storie di emigrazione italiana, uno spaccato entusiasmante di vita reale da dove emerge la sofferenza dell’abbandono, ma anche l’idea eroica di chi riesce a staccarsi dalla propria terra e dai propri affetti proiettandosi in una realtà sconosciuta; insomma la viva testimonianza di quanto questi uomini si siano spesi per la conquista dei diritti civili, per trasformare il loro status di emigrante in quello di cittadino senza però mai rinunciare alla loro identità italiana, promuovendola in ogni settore. Proprio l’impegno e la determinazione di quegli uomini permette oggi ai loro figli e nipoti, di essere perfettamente integrati nella società e di conservare vivo il ricordo delle loro origini.

Discorsi

La serie è organizzata in quarantasette fascicoli che vanno dal 1900 al 1935 (fascc. 1-47). Fanno parte della serie i discorsi scritti e pronunciati da Rocco Brindisi in diverse occasioni ufficiali come il Columbus Day; la morte di William McKinley, venticinquesimo presidente degli Stati Uniti; il cinquantesimo anniversario della proclamazione dell’unità d’Italia; la commemorazione garibaldina; il sesto centenario della morte di Dante; il bi-millenario della nascita di Virgilio; il compleanno di Roma; in memoria di Giosuè Carducci; oltre alle minute degli interventi radiofonici tenuti la domenica, presso l’emittente W MEX.
La serie comprende anche il quaderno delle memorie di Rocco Brindisi compilato, probabilmente, tra il 1922 ed il 1936, esso è costituito da 238 carte di cui cinque con elementi autobiografici, otto di poesie dedicate o ispirate dalla moglie Sofia e una con l’elenco dei nomi di persone «a cui scrivere» dopo la sua morte.
I documenti, sia manoscritti e sia dattiloscritti, sono redatti prevalentemente in lingua italiana.

Lettere

La serie è organizzata in quarantotto fascicoli che vanno dal 1891 al 1933 (fascc. 48-95). Essa è costituita dalla corrispondenza con intellettuali, politici e giornalisti in merito all’organizzazione di eventi e a commenti su articoli di giornali.

Attestati e diplomi

La serie è organizzata in tredici fascicoli che vanno dal 1884 al 1941 (fascc. 96-108). Essa è costituita da i vari attestati e diplomi che hanno segnato la vita e la carriera di Rocco Brindisi: il diploma di laurea in medicina e chirurgia rilasciato dall’Università di Napoli; gli attestati dei dottori Tommaso Senise e Francesco Paolo De Sanctis in merito alla sua attività di assistente medico svolta presso la Clinica universitaria, l’Ospedale degli Incurabili e il Dispensario dermosifilopatico di Napoli; le nomine a tenente medico del regio esercito italiano, ad ufficiale e poi commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia; gli incarichi di agente consolare e poi vice-console d’Italia in Boston; il certificato di cittadinanza americana; l’attestato di morte.

Fotografie

La serie comprende due fascicoli (fascc. 109-110) ed è costituita da due fotografie di Rocco Brindisi, non datate, che lo ritraggono in età matura e la fotografia di un uomo, probabilmente un amico, che reca la dedica «al cav[aliere] Brindisi dott[or] Rocco e signora ricordo di Boston 12/9/[18]96».

Giornali

La serie è organizzata in trenta fascicoli che vanno dal 1891 al 1936 (fascc. 111-130). Si tratta di una raccolta di articoli di giornali che riguardano a vario titolo Rocco Brindisi; da trafiletti relativi alle grandi capacità mediche del dottor Brindisi, alle intere colonne dedicate ad eventi mondani come i banchetti per l’onomastico di Giuseppe Garibaldi, l’arrivo a Boston del principe Luigi di Savoia, le celebrazioni per il sesto centenario dantesco, l’omaggio al generale Diaz. Si conservano altresì alcuni articoli firmati da Rocco Brindisi o con i suoi pseudonimi (Errebbi ed Eliofilo).

Carte di Sofia

La serie è organizzata in ventisei fascicoli che vanno dal 1869 al 1963 (fascc. 131-156). Essa è costituita da documenti eterogenei e discontinui. I primi sei documenti (fascc. 131-136, anni 1871-1873) sono gli attestati di titoli musicali conseguiti da Giuseppe Bonamici e Chatarina Gassner, genitori di Sofia; i successivi nove documenti (fascc. 137-145, anni 1919-1963) sono certificati di Sofia, un biglietto dell’amica Lucia e il registro delle firme al suo funerale; seguono poi nove fotografie (fascc. 146-154) che ritraggono Sofia, i genitori ed alcune amiche; il fascicolo 155 è costituito da un album fotografico che conserva novantatre fotografie scattate a Lucca e Firenze nel 1929 e sette cartoline postali illustrate di Arezzo. Infine il fascicolo 156 è formato da album dove sono raccolti gli articoli di giornali pubblicati in Austria e Italia, tra il 1869 ed il 1903, dedicati all’attività concertistica di Giuseppe Buonamici, papà di Sofia.