Rocco Brindisi al 90esimo della morte di Sacco e Vanzetti a Torremaggiore

Eventi / 29.08.20170 comments

rocco Brindisi al 90esimo di Sacco e Vanzetti di Torremaggiore

Rocco Brindisi al 90esimo di Sacco e Vanzetti di Torremaggiore

Ospite gradito del Memorial Day per Sacco e Vanzetti, il 23 agosto a Torremaggiore dalle 19 in poi, è Rocco Brindisi, originario di Trivigno e console italiano a Boston durante il caso dei due immigrati anarchici. La lettera di ringraziamento ricevuta da Sacco e Vanzetti, fa rientrare a pieno diritto l’archivio “Brindisi-Bonamici” all’interno della manifestazione del paese natale di Nicola Sacco, che, per festeggiare il 90esimo dalla morte e il 40esimo dalla loro riabilitazione, ha un programma davvero impegnativo.

La storica associazione culturale “Sacco e Vanzetti” di Torremaggiore (Fg), in collaborazione con la Regione Puglia, il Comune di Torremaggiore, la Fondazione Giorgio Amendola, Nessuno Tocchi Caino, Eticaarte e Amnesty International, vogliono ricordare una pagina di storia importante per la democrazia e l’uguaglianza accogliendo anche la voce del medico ufficiale di origine lucana e figura di spicco culturale e politica del tempo. La voce di una personalità che si è sempre spesa per il tema dell’emigrazione, sia sull’aspetto sanitario che civile: Rocco Brindisi, in un discorso pronunciato il 14 settembre 1921 alla Sinphony Hall di Boston in occasione delle celebrazioni del sesto centenario della morte di Dante Alighieri, disse:

“… vero è che di tanto in tanto si risolleva, per opera soprattutto di pubblicisti americani di pelo fulvo, un’onda di fobia contro le popolazioni sud-orientali d’europa a pelo scuro; onde che provocano vergognosi episodi di violenza, come quelli verificatisi nel luglio scorso in Pennsylvania, o verdetti inqualificabili , come quello di Dedham. Ma non v’ha dubbio che queste onde malefiche si frangeranno definitivamente contro la diga, che i nostri giovani van costruendo con volontà ed energia”

Questa pubblica accusa al processo di Dedham, quello che vedeva protagonisti Sacco e Vanzetti, valse al console, originario di Trivigno, la lettera di ringraziamento che impreziosisce l’archivio “Brindisi-Buonamici” di Dino Basilissi. La lettera in questione e alcuni frammenti dei discorsi di Rocco Brindisi verranno letti durante la kermesse che partirà nella piazza Palma e Piacquaddio di Torremaggiore il 23 agosto dalle 19 in poi. Si comincia con l’inaugurazione della Mostra iconografica “Il pregiudizio anti-italiano negli USA a cavallo tra XIX e XX secolo” dalla Boston Public Library, Aldino Felicani Sacco-Vanzetti Collection, 1915-1977, a cura della Fondazione Giorgio Amendola per poi passare al Coro & Orchestra Terre Federiciane e al loro “in Memoria di Sacco e Vanzetti” diretto dal Maestro Franco Zannotti. Si apre il momento della riflessione, il cui focus è il fenomeno migratorio tra passato e presente e l’abolizione mondiale della pena di morte. Tra gli interventi: Maria Fernanda Sacco, nipote di Nicola; Matteo Marolla, presidente Associazione Sacco e Vanzetti; Giuliano Montaldo, maestro di cinema e regista del film “Sacco e Vanzetti”; Antonio Laronga, Procuratore aggiunto della Repubblica di Foggia; Elisabetta Zambrutti, rappresentante italiana al Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti; Sergio D’Elia, Presidente di “Nessuno Tocchi Caino”. Dopo il momento del confronto, si torna alla rappresentazione di quel giorno con “La storia di Sacco e Vanzetti, la pena di morte oggi”, un reading-concerto per parole, musica e immagini che nasce da un
progetto a cura di: Eticaarte con la collaborazione di Archivio Storico Enrico Appetito, Teatro dei Borgia, Amnesty International. Il Memorial Day si chiude con una fiaccolata per i diritti umani fino al monumento funebre di Nicola Sacco, accompagnata da un “Omaggio al monumento” con violino e voce a cura del maestro Michele Trematore e degli artisti Giampiero Borgia e Valerio Tambone.

Anche Rosanna Fratello, l’indimenticabile Rosina Zambelli, moglie di Sacco, nel film di Montaldo, ha garantito la sua presenza al Memorial Day 90/40: « La scelsi perché era giovane, era pugliese ed aveva quella forza d’animo e quel volto fiero ed orgoglioso tipico delle donne coraggiose del Sud», così il regista ha spiegato le ragioni per cui le fu affidata una parte così delicata.

L'archivio Rocco Brindisi partecipa al 90esimo della morte di Sacco e vanzetti di Torremaggiore

La Gazzetta del Mezzogiorno Basilicata del 23 agosto 2017

 

Rocco Brindisi al Memorial Day per Sacco e Vanzetti di Torremaggiore

Il Mattino di puglia e Basilicata del 23 agosto 2017

 

l'archivio Rocco Brindisi partecipa al Memorial Day per Sacco e Vanzetti di Torremaggiore

Il Quotidiano di Basilicata del 23 agosto 2017

 

l'archivio Rocco brindisi partecipa al Memorial Day di Torremaggiore

La Nuova di Basilicata del 23 agosto 2017

 

archivio Rocco Brindisi partecipa al 90esimo di Sacco e Vanzetti a Torremaggiore

Il Roma, quotidiano lucano, del 23 agosto 2017

 

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L’archivio “Rocco Brindisi”, un’opportunità per il turismo di ritorno a Trivigno

Eventi / 28.11.20160 comments

archivio Rocco Brindisi_ presentazione Lagopesole

Museo dell’Emigrazione lucana di Lagopesole, 22 novembre 2016,

L’inaugurazione della mostra documentaria “Appunti di viaggio. Rocco Brindisi, un archivio ritrovato”, tenutasi martedì scorso presso il Museo dell’Emigrazione Lucana di Lagopesole, è stata l’occasione per aprire una giornata studio sulle opportunità di una nutrita fetta di mercato all’interno di una tipologia nascente d’offerta turistica: turismo di ritorno. La manifestazione è stata anche l’occasione per insignire l’erede dell’archivio Brindisi, il fiorentino Dino Basilissi, del titolo di “volontario onorario della Protezione Civile Gruppo Lucano” per il merito d’aver salvato i documenti dall’alluvione di Firenze del 1966.
Il progetto “Appunti di viaggio. Rocco Brindisi, un archivio ritrovato” è la scoperta e la comunicazione online e offline dell’esistenza di un personaggio illustre originario di Trivigno, quale appunto il dott. Brindisi, ufficiale medico emigrato in America nel 1887, dal 1891 al 1907 console a Boston, co-fondatore e presidente della Società Dante Alighieri di Boston, autore di monografie e conferenze sull’emigrazione italiana tanto da ricevere una lettera di ringraziamento da Sacco e Vanzetti. «Ma, soprattutto – sottolinea il vice sindaco di Trivigno, Rocco D’Emilio- l’accesso digitale ai documenti vuole essere uno strumento di comunicazione più efficace per tutte quelle seconde, terze e quarte generazioni di trivignesi nel mondo che hanno il desiderio di conoscere le proprie radici e visitare il paese degli antenati». Un altro spazio digitale considerato durante i lavori è il mondo wiki e le sue piattaforme: «un mezzo potentissimo per ricostruire la memoria collettiva di una comunità dispersa tra i continenti», come ha illustrato il coordinatore regionale Wikimedia Italia per la Basilicata, Luigi Catalani.

Trivigno, dal 1861 a oggi, ha avuto un’emorragia spaventosa di capitale umano ed è passato da 2754 abitanti a soli 657 attuali, da questi dati si può fare una stima di quanti potrebbero essere i “trivignesi di ritorno”. Tutti i paesi della Basilicata, infatti, non sono solo nel cuore del Meridione italiano ma in tutto il mondo. «Sì c’è un’altra Basilicata, quella degli emigrati e delle loro discendenze- sottolinea il coordinatore del Comitato tecnico scientifico del Centro lucani nel mondo “Nino Calice”, Luigi Scaglione- che conta una demografia totale più alta di quella residente. Questi lucani devono venire a visitare i luoghi d’origine e noi dobbiamo dar loro tutti i dati genealogici e geografici per ricostruire il loro “viaggio”». Il progetto “Appunti di viaggio” dovrebbe essere un «esperimento da allargare a tutta la Basilicata», conclude il Presidente del Consiglio, Francesco Mollica.

L’inaugurazione della mostra documentaria è stata anche l’occasione per onorare l’uomo che ha salvato l’archivio, attualmente composto da 48 lettere, 47 discorsi, 30 articoli di giornali, 13 attestati e 1 diario, dall’alluvione di Firenze. Dino Basilissi, figlioccio della seconda moglie di Rocco, Sofia Buonamici, ed erede Buonamici, ha ricevuto dal “Gruppo lucano” della Protezione civile un attestato di stima e gratitudine per aver permesso, a noi lucani oggi, di poter conoscere un conterraneo così illustre.

Hanno partecipato ai lavori anche il presidente GAL Basento Camastra, Antonio Pessolani, la commissaria Commissione regionale per le Pari Opportunità, Maria Albano, il presidente dell’Unione nazionale per la lotta contro l’analfabetismo (UNLA) Lagopesole, Leonardo Pace, il presidente della Commissione regionale Agricoltura e Turismo Forum regionale Giovani Basilicata, Stefano Genovese. Interverranno il direttore dell’ALSIA, Domenico Romaniello, la presidentessa della Società Dante Alighieri di Potenza, Maria R. Pennacchia Vertone, l’archivista Maria Teresa Pietrafesa.

“Appunti di viaggio” è un’operazione di heritage marketing del territorio realizzata dal GAL Basento Camastra che, su proposta del Comune di Trivigno e all’interno del Piano di Sviluppo Locale 2007/2013, ha finanziato questo progetto di valorizzazione d’archivio, in partenariato con la Commissione del Lucani nel Mondo.

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Turismo di ritorno. Appunti viaggio, alla scoperta dell’archivio Rocco Brindisi

Eventi / 07.10.20150 comments

archivio rocco brindisi

tavolo dei lavori

 

 

« “Il fine, al quale, a mio giudizio, dovrebbe tendere l’opera di amalgamazione, non deve essere quello di comprimere, deformandola ed impedendone la libera estrinsecazione, l’anima emigrata in un modello creato dalla paura e dall’autosufficienza dei custodi del sacro fuoco puritano. Deve essere invece lievito di assimilazione spontanea, che, in cambio di sopprimere o mutilare le qualità originarie, le conservi e le sviluppi in armonia con tutte le altre energie nazionali” – E sarebbe auspicabile che una tale lungimiranza e ricchezza morale sulla questione dell’immigrazione attuale fosse disponibile alla lettura di tutti, soprattutto dell’Unione Europea»

Citando Rocco Brindisi, console italiano a Boston dal 1903 al 1907 e originario di Trivigno, Dino Basilissi, proprietario dell’archivio Brindisi-Buonamici, chiosa il suo contributo a “L’Appennino nel mondo” del 26 settembre 2015 a Milano, giornata dedicata al turismo di ritorno e organizzata dal Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, presso il Mondadori Megastore – Multicenter, all’interno degli eventi di Fuori Expo Basilicata. Ne è ospite, in qualità di best practice, il progetto di digitalizzazione e valorizzazione d’archivio “Appunti di Viaggio. Rocco Brindisi: il Console Lucano, difensore degli emigrati italiani” del Gal Basento-Camastra in partenariato con il Comune di Trivigno e la Regione Basilicata. Al tavolo dei lavori anche Maria Brindisi, discendente della genealogia Brindisi, e Maria Teresa Pietrafesa, curatrice scientifica dell’archivio.

Quando l’heritage marketing di un territorio si coniuga a valori umani e le istituzioni si assumono la responsabilità di un’etica sostenibile e fatta di “affettività” il risultato è garantito. Lo dimostra l’emozione e l’entusiasmo dei protagonisti di un progetto che parte dalla scoperta e dalla valorizzazione di un archivio e mira a diventare uno strumento per la sperimentazione di innovative forme di valorizzazione del patrimonio culturale, nonché veicolo culturale per la creazione e il potenziamento dell’attrattività del territorio. In linea con quanto il mercato turistico italiano sta riscoprendo: il turismo genealogico. Una domanda turistica che si genera dalle generazioni degli emigrati italiani per riscoprire la storia e i luoghi delle proprie origini. Una storia, quella dell’emigrazione, che ha colpito maggiormente le aree appenniniche segnate da secoli di marginalità. Ma quello che un tempo è stato un problema si riscopre essere un’opportunità turistica dal forte potenziale economico.
Interprete reale di questa nuova forma di viaggiare sono proprio la “turista affettiva” Maria Brindisi, che da Roma non vede l’ora di arrivare a Trivigno e in Basilicata per percorrere le strade dello «zio Rocco» bambino per conoscere i luoghi dei racconti famigliari. «Rocco era lo zio del nonno ed è sempre stato un protagonista speciale della nostra educazione sentimentale, sia per il suo impegno civile e diplomatico a Boston sia per la vita avventurosa che ha avuto – spiega la discendente Brindisi- Il suo amore per la cultura italiana e, in particolar modo per Dante, sono un po’ il lascito della mia famiglia, sempre pronta a intimare ai propri nipoti che “fatti non foste a viver come bruti/ma per seguir virtute e conoscenza”. E ancora oggi per noi Brindisi il senso fondamentale da dare all’esistenza è racchiuso tra le pagine di un libro e un viaggio per il mondo». E con un affettuoso «arrivederci a Trivigno» ringrazia tutti coloro che le hanno permesso di conoscere lo zio tramite un archivio, fino a qualche anno fa a lei sconosciuto.

Il turismo affettivo non funziona solo con coloro che portano lo stesso sangue, ma con tutti quelli che vengono in contatto con una storia e ne vogliono sapere sempre di più. E’ il caso del proprietario dell’archivio Brindisi, Dino Basilissi. Originario dell’Appennino Tosco-Emiliano e residente a Firenze, Dino è già venuto a cercare i luoghi di Rocco. Ha amato l’accoglienza trivignese, l’ancestrale bellezza di Matera e il terror sacro che suscita la Natura dell’Appennino lucano.
«L’Appennino ha una Natura che più ci si alza e più diventa matrigna: sopra i mille metri le differenze regionali cessano e lasciano il posto alle similitudini. Le genti dell’Appennino sono simili nelle colture e simili nelle culture -comincia il proprietario dell’archivio- Mio nonno e mio padre erano carbonari e diventavano “migranti di ritorno” per sei mesi all’anno quando si spostavano anche fuori regione per vendere il carbone» – spiega divertito Dino. Poi passa al racconto di come ha ereditato i beni di Sofia Buonamici, vedova Brindisi, tra cui anche l’archivio, e di quante volte il destino gli ha messo sotto gli occhi le carte di Rocco:
«Durante l’alluvione di Firenze nel ’66, la mia preoccupazione più forte fu salvare la memoria che l’archivio mi custodiva. Tutto finì sotto un metro e mezzo d’acqua. Per fortuna, la disponibilità di un fornaio permise di alloggiare le carte nella stanza dei lieviti, quella più calda del forno. Così parte dell’archivio si recuperò, anche se non proprio in ottime condizioni, e Rocco fu rimesso in una scatola ad aspettare. Dopo molto tempo – continua Dino- mi viene tra le mani proprio la lettera di Sacco e Vanzetti. Il che, grazie alla maturità e alla storia politica del momento, mi rese il personaggio di Rocco ancora più leggendario di quanto mi apparisse dai racconti di Sofia. Mi tuffai alla scoperta personale dell’uomo e lessi le sue carte». Ma il legame tra Dino e Rocco non è destinato a concludersi lì. «Di recente scopro il sito della Brindisi Family, realizzato da Maria Brindisi, e mi cade l’occhio sull’albero genealogico -ricomincia Basilissi- Tra i suoi rami compare Rocco ma poi si dissolve. Ho capito che la famiglia non possedeva nulla di questa “storia”. Nasce un tentativo di rimettere insieme le parti ma non ha buon esito. Poi arriva il progetto “Appunti di viaggio” del Gal Basento-Bradano partenariato al Comune di Trivigno e la storia si comincia a riscrivere».

Se questa è l’esperienza diretta di due turisti affettivi della Basilicata, anche l’esperienza professionale dell’archivista Maria Teresa Pietrafesa, curatrice dell’archivio Brindisi-Buonamici, conferma il potenziale ancora inespresso dell’offerta di un turismo genealogico, soprattutto nelle aree maggiormente colpite dai flussi migratori. «Se ieri la ricerca d’archivio sulle genealogie era caratterizzata da una curiosità riguardo a origini nobili o altre particolarità- spiega la dott.ssa Pietrafesa- oggi sono sempre più frequenti le richieste di figli e nipoti di emigrati che vogliono riscoprire le proprie origini per tornare nei luoghi delle radici o semplicemente esercitare i propri diritti civili. Si parte da pochi dati – continua l’archivista – il nome di un paese o di un antenato per poi scoprire la ricchezza di informazioni che i nostri archivi, di Stato e Comunali, riescono a custodire. Così si ripercorrono vie, luoghi e affetti».
La dott.ssa Pietrafesa ci tiene a precisare che la figura di Rocco emersa dall’archivio esula dall’idea comune di emigrante: «Rampollo di una ricca famiglia, medico chirurgo, il console Brindisi sarebbe più un cervello in fuga ante litteram che un emigrante in cerca di una vita più dignitosa. Nel 1888 sbarca a Chicago e poi si sposta a Boston. Per il suo impegno civile e culturale, verrà subito indicato quale personaggio d’alto profilo, non solo dalla comunità italiana ma dall’intera stampa americana – continua la Pietrafesa- Sono tantissimi gli articoli di giornale dedicati a Rocco Brindisi, oltre ai discorsi pubblici, gli interventi radiofonici e le lettere d’encomio a lui destinate».

Ai lavori della giornata prendono parte anche: Vitantonio Martino, esperto di aree naturali protette; Erica Mingotto, esperta del Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica; Delio Colangelo, ricercatore della Fondazione Eni Enrico Mattei; Martina Moriconi del Parco Nazionale Appennino Tosco Emiliano e Antonio Sanfrancesco, presidente della Federazione Italiana Lavoratori Emigrati e Famiglie.

La giornata dedicata alla “cittadinanza affettiva” che i figli dei nostri emigrati meritano di esplorare non poteva planare se non sulla memoria orale della nostra Basilicata, quella detenuta dalle donne lucane. Un lavoro di ricerca e recupero dell’immenso repertorio di canti tradizionali che accompagnano le stagioni dell’uomo , dalla culla alla tomba, dell’attrice teatrale, drammaturga e regista Caterina Pontrandolfo. Una raffinata performance di teatro-canzone capace di far vibrare le corde più sottili della storia e dei cuori che la animano.
Termina il tutto la firma della convenzione tra il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano e il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano per portare avanti e insieme l’APE: l’Appennino Parco d’Europa. Un progetto di conservazione della natura indissolubilmente legato alle politiche di sviluppo territoriale e rurale e che intende integrare la politica dei parchi con le altre politiche per orientarle alla sostenibilità, riconoscendo la montagna come risorsa strategica, e da oggi anche risorsa “affettiva”.

 

 

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Rocco Brindisi a Milano ospite del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano

Eventi / 30.09.20150 comments

 

invitoIl progetto di comunicare nel mondo le bellezze dell’Appennino attraverso la voce di chi nel mondo si è distinto per un talento particolare, ma che resta ancorato alle radici della propria terra continuando a promuoverla attraverso la propria voce, sarà uno degli spunti della tavola rotonda. Secondo il Presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Domenico Totaro, “i lucani sparsi nel mondo sono come un grande albero con i rami che si stendono nei più lontani continenti ma con le radici ben salde nella loro terra”. In tale ottica, il turismo di ritorno che il nostro Parco intende promuovere in collaborazione con l’Associazione dei Lucani nel mondo e la Regione Basilicata, è un progetto ambizioso che punta a riportare nei borghi lucani i discendenti di coloro che nel corso degli anni hanno lasciato la propria terra in cerca di lavoro e di una vita migliore.  Oggi quella terra è cambiata, è  cresciuta,  e può dare molto in termini di esperienze ed emozioni alle generazioni nuove dei Lucani all’estero. Per questo è  giusto candidarla a metà turistica per quanti, e sono tanti, desiderano recuperare le radici culturali ed esistenziali della propria famiglia.
“Appunti di Viaggio” in onore di Rocco Brindisi, vice console italiano a Boston
La Basilicata ha una lunga e numerosa storia di gente che ha lasciato la propria terra per inseguire un sogno che, spesso, pare più realizzabile “nel giardino del vicino”. E tanti lo hanno realizzato. Uno dei tanti felici sognatori è il proprietario di un archivio ritrovato appartenente a un medico di Trivigno, Rocco Brindisi. Console negli Stati Uniti alla fine dell’800, fondatore della società Dante Alighieri di Boston, egli collaborò alla creazione di una banca italo-americana e difese gli emigranti italiani e per questo fu destinatario anche di una lettera di ringraziamento da Sacco e Vanzetti, i due italiani la cui condanna è passata alla storia come simbolo del pregiudizio e della discriminazione che i nostri connazionali hanno dovuto subire in terra straniera. Parleranno di Rocco Brindisi Dino Basilissi, custode e detentore dei preziosi documenti, Maria Brindisi discendente diretta, Carmensita Bellettieri, giornalista ed autrice di un libro su Rocco Brindisi, Maria Pietrafesa, archivista e responsabile per conto della società Ianus srl, del progetto “Appunti di Viaggio” che ha consentito attraverso il riordino, l’inventariazione e la digitalizzazione dei documenti, la completa valorizzazione e fruizione dell’archivio. Nel corso dell’appuntamento milanese una testimonianza filmata, realizzata da Filomedia srl, contribuirà ad illustrare la straordinaria vicenda umana e professionale del personaggio.

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